
Oh Patria mia, vedo le mura e gli archi
E le colonne e i simulacri e l’erme
Torri degli avi nostri,
Ma la gloria non vedo,
Non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi
I nostri padri antichi. Or fatta inerme,
Nuda la fronte e nudo il petto mostri.
Ohimè quante ferite,
Che lividor, che sangue! Oh qual ti veggio,
Formosissima donna! Io chiedo al cielo
E al mondo: dite, dite,
Chi la ridusse a tale? E questo è peggio,
Che di catene ha carche ambe le braccia;
Sì che sparte le chiome e senza velo
Siede in terra negletta e sconsolata,
Nascondendo la faccia
Tra le ginocchia, e piange,
Piangi, che ben hai donde, Italia mia,
…….
Se ci chiedessimo perché per un popolo è fondamentale aver cura della cultura, basterebbe rileggere questi versi iniziali de “All’Italia” di Giacomo Leopardi per vedere in quest’uomo soverchiamente sensibile e colto uno sguardo profetico, e la sua riflessione ben attuale, ahinoi!
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